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Gli Dei dell'Olimpo

 

di Brysen Spirito della Notte

 

Felicità dei Greci: credevano che il cielo

fosse a 3.000 metri e avevano posto gli

Dei sull’Olimpo, alto meno di tremila metri.

Ennio Flaiano

 

 

I Greci furono grandi creatori di miti. La loro mitologia è esemplare grazie alla limpida gerarchia fra gli Dei. Essi immaginarono gli Dei simili all’uomo, aventi le sue stesse passioni, ma con qualità fisiche e ingegno superiore.

Collocarono gli Dei sull’Olimpo che, grazie alle sue cime perennemente innevate e avvolte dalla nebbia, ispirarono la fantasia degli antichi Greci. Ne immaginarono le dimore come magnifici palazzi d’oro e li collocarono su troni intarsiati d’oro e d’avorio. Immaginarono l’Olimpo come un luogo di gioia, abitato da una grande e vivace famiglia.

Padre ti tutti gli Dei e di tutti gli uomini, era Zeus e da Lui dipendeva il buono e il cattivo tempo; era infatti il signore incontrastato del cielo. Sua moglie era Hera, che si rivelava spesso gelosa, poiché il marito la tradiva con altre Dee, ninfe e mortali.

Nonostante Zeus Dio supremo, divideva il governo dell’universo, con i suoi due fratelli: Poseidone e Ade.

A Poseidone era stato affidato il governo del mare, e la sua reggia era negli abissi marini; ad Ade era stato affidato il dominio del mondo sotterraneo e regnava sui morti.

Sorelle di Zeus erano Demetra (dea dell’agricoltura) ed Hestia (custode del focolare).

I figli di Zeus ed Hera, erano: Afrodite, Atena, Artemide, Apollo, Efesto e Ermes. Accanto a ueste divinità se ne affiancavano una folta schiera di divinità minori, ninfe, semidei e spiriti vari.

Gli Dei erano dotati di poteri straordinari; fatta qualche eccezione, erano belli ed eternamente giovani, poiché immortali. I loro poteri erano però limitati dal “fato”.

Il Fato sfuggiva a qualsiasi controllo e a questa forza così potente e misteriosa, non si poteva opporre neppure Zeus; questa concezione è, peraltro, molto utile per riuscire a comprendere al meglio lo spirito greco.

Al contrario di altre civiltà, i Greci ebbero una visione dell’aldilà molto negativa. Il regno dei morti era infatti immaginato come un luogo buio, pieno di orribili e mostruose creature. Nel Tartaro venivano puniti i malvagi, mentre le anime dei buoni dimoravano nei Campi Elisi.

 

ZEUS

“…regge di tutte le cose l’esito Zeus che dal cielo tuona ed a suo piacere le volge…(Semonide)”

Dio del cielo e signore degli Dei dell’Olimpo. Venne visto, dall’immaginazione popolare, come uomo possente e maestoso, dotato di una bellezza e di un intelligenza ineguagliabile. Figlio di Crono e Rea e fratello di Poseidone, Ade, Hestia, Demetra ed Era, futura moglie. Era spesso soggetto a violente passioni, a impeti di collera alternati a slanci di infinità generosità. Signore dell’aria e dei fenomeni celesti. È suo il potere di addensare nuovole, scatenare violenti temporali, scagliare fulmini, o regalare agli uomini il sole.

 

HERA

Figlia maggiore di Crono e Rea, sorella e sposa del divino Zeus. Dea del matrimonio e protettrice delle donne sposate. Moglie estremamente gelosa, non dimenticava facilmente un torto subito, e perseguitava le amanti e i figli di Zeus. Adirata con il troiano Paride che, durante una gara di bellezza, preferì Afrodite a lei, aiuto i greci nella guerra di Troia e fu soddisfatta soltanto quando la città fu rasa al suolo.

 

ARES

“…Ares risparmia i vili, non gli eroi…(Acheronte)”

Ares, figlio di Zeus e di Hera, fu l’arrogante Dio della guerra, ma personificò soprattutto la furia selvaggia e la violenza sfrenata. Ne i greci ne gli altri Dei lo tennero in grande conto: Zeus lo rimproverò più volte di avere lo stesso carattere della madre, Atena, dea guerriera, lo considerava un sciocco e lo mise più volte in ridicolo. Fatta eccezione per Afrodite che se ne innamorò; dalla quale ebbe due figli: Deimo (terrore) e Fobo (paura) che lo accompagnavano in battaglia e Ade, che gli era riconoscente per tutte le anime di guerrieri che venivano mandate al Tartaro.

 

EFESTO

“…già venere Citerea al lume della Luna dirige le danze, e le sue belle grazie insiem colle Ninfe con alterno piede percuoton la terra, mentre, l’ardente Vulcano va a visitare le gravi officine dei suoi ciclopi…”

Efesto, fu abile forgiatore di metalli e impareggiabile costruttore delle dimore divine. Quanto nacque, la madre Hera, vistolo così brutto d’aspetto, lo precipitò dall’alto dell’Olimpo per liberarlo di quella imbarazzante presenza. Cadde nell’oceano e sopravvisse grazie alle amorevoli cure di Teti e Eurinome, che ricambiò forgiando per loro ogni sorta di oggetti utili e raffinati monili. Si diceva che egli avesse inventato e insegnato all'uomo la lavorazione del metallo. lo sifaceva patrono di tutti gli operai che nel loro lavoro utilizzavano il fuoco. Era inoltre in intimo rapporto con Atena, alla quale forgiava le armi.

 

ATENA

 Figlia prediletta di Zeus, nacque dalla sua testa già adulta armata di uno scudo ornato con la spaventosa testa della gorgone Medusa, che pietrificava chiunque la guardasse, della sua lancia, dell'egida e dall’elmo. Dea delle arti e dei mestieri e della saggezza. Proprio per questo fu la guida degli uomini in guerra e in pace. Dirige gli eserciti in battaglia, e in pace insegna loro le arti e le cose più utili della vita. Il suo culto era diffuso ovunque, ma in particolare nella città d’Atene.

 

APOLLO

“…Dio dell’arco d’argento che lungi saetta, Apollo, chioma d’oro…(Tirteo)”

Figlio di Zeus e Leto (o Latona). Dio, secondo il cantore omero, profeta con un importante oracolo a Delfi che conduceva al dono profetico. Dio della musica e della medicina, ma anche un bellissimo arciere e un grande atleta. Era anche il Dio dell'agricoltura e del bestiame, della luce poetica e della verità filosofica. . Nell'arte antica Apollo veniva rappresentato più delle altre divinità, forse per la sua bellezza fisica.

 

ARTEMIDE

“…canto Artemide adorna dalle auree saette…Dea veneranda inseguitrice di cervi, saettatrice sorella di Apollo…(Inno omerico)”

Una delle Dee principali. Sorella gemella di Apollo era la Dea della caccia e della luce lunare. Armata di arco e frecce con le quali cacciava e, se offesa, seminava pestilenza e morti improvvise.

Dea della castità proteggeva i giovani e le giovani vergini fino al matrimonio. Secondo le leggende, assicurava, a chi moriva di parto, una morte rapida e indolore.

 

ERMES

“…una tartaruga trovò e una gioia ne trasse infinita che industrioso, per primo, Ermes il musico canto da lei trasse…(Inno omerico)”

Erme, figlio di Zeus e Maia, rivelò fin dalla nascita una grande vitalità. Dio pastore del senno e della scaltrezza e messaggero degli Dei. Calzava sandali alati grazie ai quali percorreva, a grande velocità, le terre e i mari, annunziando la volontà di Zeus. Possedeva poteri magici sul sonno e i sogni, ed era il Dio del commercio e dei mercanti. Nonostante le sue virtù, Ermes era anche il Dio protettore dei ladri. Il suo culto era molto diffuso soprattutto in Arcadia.

 

AFRODITE

“E qui con impeto, dominatrice, versa Afrodite nelle tazze d’oro chiaro vino celeste e insieme la gioia. (Saffo)”

Dea dell’amore e della bellezza, figlia adottiva di Zeus, nacque misteriosamente dalla spuma del mare in uno splendente mattino di primavera. Ella era immaginata bellissima e fiorente e vestita d’oro. Ella era anche la forza d’amore, era quindi anche la Dea dell’amore sensuale. Il suo culto fu molto esteso in tutte le stirpi elleniche, che lo portarono ovunque arrivarono le loro colonie ed i loro commerci.

 

DIONISO

“Beviamo. Perché aspettare le lucerne? Breve è il tempo. O amato fanciullo, prendi le grandi tazze variopinte, perché il figlio di Zeus e di Semele diede agli uomini il vino per dimenticare i dolori. (Alceo)”

Dio del vino e della vegetazione che insegnò ai mortali la viticoltura e la vinificazione. Figlio di Zeus e della mortale Semele. Secondo la tradizione moriva ogni inverno per rinascere nuovamente in primavera. Dioniso fu conosciuto presso i greci anche come Bacco, e baccanti erano detti i suoi seguaci che lo invocavano durante i misteri. Dioniso veniva spesso raffigurato, come dio della vegetazione, con un corno per bere e tralci di vite; in seguito divenne popolare come dio del vino.

 

POSEIDONE

“Altissimo ti lodo tra gli Dei, o Poseidone marino dal tridente d’oro, che scuoti la terra colma di acque vive. (Ibria)”

Figlio di Crono e Rea e fratello di Zeus. Dio del mare, ma, in precedenza, anche dei terremoti. In arte Poseidone compare come un personaggio maestoso, con la barba, che impugna un tridente, ed è spesso accompagnato da un delfino. Ogni due anni, a Corinto, si tenevano in suo onore i giochi istmici, corse di cavalli e carri.

 

ADE

“…tremebondo è l’abisso dell’Ade e inesorabile la sua discesa: perché chi vi precitpità è legge che più non risalga…(Anacreonte)”

Ade, figlio di Crono e di Rea, fratello di Zeus. Signore degli Inferi, dove viveva con la sua compagna, Persefone. Nonostante fosse un Dio feroce, e non si placasse ne con pianti, ne con preghiere, non era cattivo. Era noto anche come Plutone, signore delle ricchezze, perché sia i raccolti che i metalli preziosi erano considerati appartenenti al regno degli Inferi.

 

 

 

 

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